Con un’esposizione di più di mille esemplari, alcuni molto rari e preziosi, il Museo dell’Ombrello e del parasole di Gignese è l’unico museo in Italia interamente dedicato a questi accessori. All’interno del Museo è possibile immergersi nell’elegante e civettuolo mondo degli ombrelli, ripercorrendo l’evoluzione della moda, che ne ha influenzato lo stile. Ma è possibile anche scoprire le storie, non sempre a lieto fine, degli ombrellai attivi nella zona del Vergante.

La storia dell’ombrello

L’ombrello vanta radici antiche e leggendarie anche se la sua semplice funzionalità rende difficile conciliare il suo utilizzo pratico con un origine che in realtà sfiora il mito!

Della sua nascita si sa ben poco Cina, India ed Egitto nè richiedono la paternità,  ciascuno con motivazioni più che valide, sicuramente la sua provenienza non è occidentale. Un latro dato sicuro, che queste rivendicazioni ci permettono di aggiundere, è che l’obrello è collegato alla rappresentazione simbolica del poteree, quando non, addirittura, attributo della divinità.

L’Imperatore della Cina a partire dal XII secolo a.C. e per circa trentadue secoli, fino alla scomparsa del Celeste Impero, utilizziva un obrello cerimoniale. Nello stesso periodo i re perisani si riparavano dal sole per mezzo di un ombrello soretto da un dignitario, mentre in Egitto veniva utilizzato da tutte le persone di nobile origine.

Sempre in Egitto ha origine il mito della dea Nut divinità del cielo spesso rappresentate in forma di parasole, con il corpo arcuato a coprire la terra, in atto di protezione e di amore. Come in Egitto, anche in India viene associato alle dee della fertilità e del raccolto o della morte e della rinascita: nella sua quinta reincarnazione, Vishnu aveva riportato dagli Inferi l’ombrello, dispensatore di pioggia.

In occidente l’ombrello compare in Grecia, sempre legato alla sfera del mito, in particolare al culto di Dionisio, ma anche di dee come Pallade e Persefone, nelle feste dedicate a queste divinità, le donne si riparano in loro onore con un parasole.

Nel III secolo a.C. l’ombrello raggiunge anche i romani, dove viene descritto dai poeti come delicato e prezioso oggetto in mani femminili.

Da simbolo di potere, umano e divino, a oggetto di lusso e di seduzione. Eppure, dopo la scomparsa dell’Impero romano, dell’ombrello non rimase traccia nei “secoli bui”, se non per la sua sopravvivenza nel culto cattolico. Totalmente sconosciuta all’antichità fu perciò la principale funzione utilitaria dell’ombrello, quella di parapioggia. Mantelli, cappucci e cappelli di pelle risolsero il problema della pioggia nel mondo classico ed in quello medievale.

 

Indirizzo

Il Nostro Indirizzo:

Via Golf Panorama,3 28836 Gignese (VB)

GPS:

45.86182749143736, 8.509974334522667